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Bindi, PD, democrazia e diritti

 

« Se i partiti non rappresentano più gli elettori, cambiamoli questi benedetti elettori. »

Corrado Guzzanti

 

Sul triste spettacolo dell’assemblea del PD han già scritto benissimo Barbara Collevecchio (leggi) e Luca Telese (leggi).

Sullo sfondo di un partito Frankenstein, che definire sincretico è eufemistico, si staglia la vecchia politica del burocratismo spinto, del compromesso al ribasso che annulla ogni significato.
Ciò che mi pare degno di nota però, è l’aggressività della Bindi. Sembra quasi che, senza la sponda dei c.d. “teocon“, soffra di una sindrome di accerchiamento. Mirabile questo contributo audiovisivo da Repubblica.it

Andiamo con ordine:

  • L’intero sfogo della Bindi, innanzitutto, potrebbe essere semplicemente rovesciato nei termini; segno che la sua è solo una battaglia di retroguardia, a chi fa la voce più grossa.
    Fino a questo momento tra l’altro, son stati proprio i gay, gli eterodossi e le persone insofferenti alla pedante visione cattolica del mondo a dover fare “obiezione di coscienza”.
    Senza le tante persone che hanno combattuto questa morale corruttrice e conservatrice, non si sarebbe arrivati neppure alla stessa DC di cui la Bindi fu esponente degno ed autorevole. Ma sopratutto non si sarebbe arrivato al divorzio, aborto… Ed a tutte quelle conquiste in merito ai diritti fondamentali della persona di cui gode anche Bindi. Altro che Di.Co!
  • Il ruolo dei cattolici, il cui principale cruccio ha a che fare con la continua tensione tra stato laico e morale cattolica, non può essere certo quella di semplice ostacolo e filtro ad ogni cambiamento della società. La Bindi, e come lei tanti altri, dovrebbe capire che la società se ne frega un piffero dell’opinione che lei ha dell’amore, del matrimonio, e della bellezza. Non sono quei benedetti delegati ad essere antidemocratici ed irriguardosi; è la società in sé che va per la propria strada. Compito di un legislatore sarebbe quello di armonizzare, plasmare secondo diritto e logica democratica il cambiamento, tutelando i più deboli e gli interessi di tutti: non certo l’opinione dei cattolici!
  • Il bipolarismo etico di cui parla la Bindi ha un padre politico: Camillo Ruini. In parole povere, è stata l’intellighenzia cattolica più conservatrice a cominciare una disputa lacerante e polarizzante, partendo da posizioni che definire oscurantiste è -ancora una volta- un eufemismo. E se è rovinoso ed irresponsabile far battaglia sulla pelle delle persone (vi ricordate i gonzi con la mortadella per Luana?), è vigliacco agitare lo spettro del bipolarismo etico ruiniano contro chi chiede il semplice e limpido riconoscimento dei propri diritti.
    La ragione sta spesso nel mezzo, ma quel “mezzo” non  ha a che fare con lo spazio.
  • La Bindi confonde l’ eterogeneità del corpo sociale, che dovrebbe essere rappresentata dal parlamento stesso, con un partito, che nella sua opera di raccolta di istanze e di costruzione di prospettive, dovrebbe avere una visione che sia una, non un pasticcio irenico ed inconcludente. Il PD non può e non deve rappresentare l’intero paese. Può essere un “partito pigliatutto“, ma deve avere una linea politica ben precisa. Strano che siano proprio i cattolici a non voler recepire le parole di Gesù (Matteo: 5, 37).
  • Mi risulta sia stata la Bindi a negare il voto sugli ODG in merito ai diritti civili. Perché parla di dittature della maggioranza?

Infine, per riprendere le parole di Luca Telese, Bindi ci spieghi cosa vorrebbe dire questo pasticciaccio, e se pensa davvero che questo debba essere il PD e la politica:

Il Pd, auspicando un più approfondito bilanciamento tra i principi degli articoli 2, 3, e 29 della Costituzione, quanto in specie alle libere scelte compiute da ciascuna persona in relazione alla vita di coppia ed alla partecipazione alla stessa, opera dunque per l’adeguamento della disciplina giuridica all’effettiva sostanza dell’evoluzione sociale, anche introducendo, entro i vincoli della Costituzione e per il libero sviluppo della personalità di cui all’art. 2, speciali forme di garanzia per i diritti e i doveri che sorgono dai legami differenti da quelli matrimoniali, ivi comprese le unioni omosessuali.

Possibile leggere tutto il documento, infaustamente definito “documento di cultura politicaqui.

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