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Il sig. Treccagnoli ed il “Lungomare liberato”

Qui l’articolo

Il primo merito del lungomare pedonalizzato è senz’altro quello di aver fatto fare una passeggiata al sig.Treccagnoli.
Al contrario dell’arch. prof. Pagliara, non sembra utilizzare il taxi, e questo gli fa onore.
Si spera non sia l’unico napoletano ad aver recuperato l’uso di quadricipiti e polpacci.
Non sarà l’unico ad aver notato lo stato di degrado che attanaglia tutto il lungomare napoletano. Il fatto forse è che ora ci si fa caso proprio perché quel non-luogo, terra di passaggio, è diventato luogo, paesaggio. È proprio questa la prima grande vittoria: aver restituito un pezzo di città ai napoletani. Sì, anche a quelli brutti e cattivi che (non senza ragioni) stigmatizza il sig.Treccagnoli.
Il punto è che i napoletani brutti sporchi e cattivi c’erano anche prima. La gente nelle fontane, pure. La maleducazione… Se non è troppa fatica al prossimo giro potrebbe allungarsi a via Toledo, dove orde di barbari buttano qualsiasi cosa a terra, anche in presenza dei cestini (e questa è la cosa più inoffensiva).

La cosa bella a cui il sig. Treccagnoli non sembra dare peso, è che le zone più degradate del lungomare sono proprio quelle in cui imperano ancora le macchine. Chi fa jogging, come me, sa anche che in quelle zone ci si rimette in battiti cardiaci per lo smog, il casino e la maleducazione.
Fermo restando che questa giunta sta mostrando tutti i suoi difetti, in primis il sindaco spara-proclami, ancora non capisco cosa non convince Treccagnoli e tutti i fautori di una fantomatica terza via dell’urbanistica

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Napoli, la città della libertà

Napoli é una città abbandonata a se stessa ed alla prepotenza dei cafoni che l’infestano.
Dice un vecchio adagio: questo è il paese di mastro Rafele, chi prima si sceta, quello comanda. È verissimo.
Può succedere benissimo allora che un teatro decida di dare una festa per strada, di notte, con tanto di canti, balli e fuochi d’artifiicio.
Speriamo che Marisa Laurito smetta presto di perforarmi i timpani. Sono le 3 e vorrei dormire.

Il cardinale Sepe e la beneficenza ostentata

Il cardinale Sepe si è spogliato della sua croce e del suo anello cardinalizio, per darlo in beneficenza.
Da ex chierichetto ricordo un passo del Vangelo in cui si ammoniva dal fare offerte facendo tintinnare artatamente la moneta, così come il pregare ostentatamente.
Alberto Sordi morì con la fama di essere un gran tirchio egoista, portandosi nella tomba il segreto di continue e generosissime elargizioni ai bisognosi. Un cardinale non dovrebbe fuggire l’ostentazione farisaica della beneficenza?
E ancora, se dono qualcosa a qualcun altro, non mi ritengo in diritto di dire ciò che si dovrebbe fare con quei beni/soldi: sarà chi li riceve a farne ciò che meglio crede. Nel caso di Sepe  questi averi rimarranno per così dire "in famiglia", visto che -come lui stesso ha rivelato-, saranno devoluti alla "Casa di Tonia".
Sia ben chiaro, donare è sempre un bel gesto. Sono convinto tuttavia che la curia possa fare ben altro, a cominciare dai fitti e dalle stesse strutture che potrebbe mettere a disposizione (visto le tantissime proprietà in loro possesso).
Non convince a mio modo di vedere nemmeno la presa di distanza dalla classe dirigente tutta: non è stato mai negato l’aspersorio e l’acqua benedetta per chi lasciava alla chiesa il suo ambito di potere.

La facoltà di sociologia e l'emergenza rifiuti

Possibile che un ente pubblico, per di più un’università, per di più una facoltà di sociologia non sia sensibile al tema della raccolta differenziata?
Perché in facoltà non ci sono i bidoni per differenziare i rifiuti? Eppure l’80% dei rifiuti prodotti da questa struttura sono riciclabili: carta, alluminio e plastica. Avanzerebbero giusto le carte oleate/sporche dei panini e le sigarette…

Preside? Toc toc?

Giulietta è una zoccola

Giulietta è una zoccola
IL BLOG DI STEFANO MONTANARI – martedì 04 marzo 2008

Ed i colerosi vincono…

Com’è che era? Ciao colerosi? 1 – 0 (e vi è andata pure bene)… Prendete  e portate a casa, nzallanuti!

Il calcio su Sky

In famiglia abbiamo approfittato dell’offerta natalizia di Sky per provare la TV via satellite.
Nel pacchetto "tutto incluso" in offerta c’è anche il calcio, ed ho quindi la possibilità di inacidirmi il sangue seguendo il napoli su tutti i campi del bel Paese.
C’è solo una cosa che mi scandalizza regolarmente più delle decisioni arbitrali: il commento in diretta dei giornalisti.
Non ho mai capito perchè la mia città e la relativa squadra siano così odiate, ma ho notato che i commentatori sono regolarmente contro i partenopei, con telecronache faziose e commenti tecnici scadenti.
In linea generale è la telecronaca ed il commento tecnico ad essere scadenti su tutta la linea. Spesso prendono fischi per fiaschi clamorosi. Eppure dovrebbero vedere la partita meglio di noi.
Anche la regia è scadente: succede spesso di perdersi un’azione importante perchè il regista indugia con un maxi-tele sul presidente di turno e la sua accompagnatrice/moglie al seguito. Oggi il regista sentiva l’irrefrenabile bisogno di farci vedere tutte le espressioni del presidente Cairo.

Tutto questo mi fa riflettere sul sistema dei diritti televisivi concessi in esclusiva, che a mio modo di vedere è un nonsense dal punto di vista economico. Come certi diritti di copyright del resto…
Questo sistema crea un monopolio, dando in concessione ad un solo soggetto i diritti di trasmettere un determinato contenuto. Paradossalmente l’anomalia italiana (è inutile che io faccia nomi 😉 ) ha stemperato lo strapotere di sky. Rimango tuttavia dell’avviso che il mercato dei diritti dovrebbe essere più aperto, dovrebbe permettere in linea di massima a tutti di trasmettere. Sarà il mercato a decidere chi trasmette meglio, con la migliore regia, con il migliore commento… Magari ci sarà chi trasmetterà la partita con 3000 pubblicità e chi punterà sul canone, chi sulla pay per view, chi per il pacchetto all inclusive, chi per lo streaming via web…
Ci sarebbe più scelta e più concorrenza secondo me, con qualche beneficio dei consumatori.

p.s.
Trefoloni, ritirati.