Idem e Shwazer: le facce di una stessa medaglia. Anche se Grillo è una patacca.

Le olimpiadi stanno volgendo al termine, e l’Italia si conferma campionessa olimpica delle polemiche; sportive, con il caso di S., e politiche, col botta-e-risposta Grillo – Idem. 
Persa l’occasione per una riflessione più profonda e matura su entrambi i fronti.

Le polemica tra la nostra super campionessa e Grillo col suo codazzo di proseliti, montata ad arte dagli organi di stampa, dimostra ancora una volta che i professionisti dei medium di massa ancora non comprendono la materia. 
Grillo cerca semplicemente visibilità, e per farlo attacca gli idoli, gli dei. Il suo è un continuo esercizio di dis-scarazione; sarebbe opportuno far cadere tutto nel vuoto, invece di innescare polemiche da pollaio.
Quantomeno raccoglierle meglio, accettando la sfida alla riflessione. 

Il problema non è tanto il nazionalismo -che pure esiste e su cui dovremmo riflettere-, ma l’uso che fanno alcuni paesi dello sport e degli atleti. Di più: l’idea stessa di atleta, e quindi di uomo.
L’esempio della Cina è illuminante: Wu Minxia, la tuffatrice cinese a cui è stata tenuto nascosto il cancro della madre e la morte di entrambi i nonni, che riceve solo di rado visite dai parenti, reclusa in una struttura governativa -ci avrà fatto già ritorno-… Le ginnaste avviate sin dalla più tenera età alla disciplina ed allenate con metodi che definire rudi è fare un torto persino all’allenatore cattivo di Mila e Shiro… 
Che immagine danno dello sport, dove si colloca l’essere umano e quale sarebbe la sua funzione? È forse il fine se non conosce altro della vita che non l’allenamento alla gara ogni tot anni?

Il meccanismo perverso esiste, e snatura ciò che dovrebbe essere la funzione dello sport, della competizione non già o quantomeno non solo con gli altri, ma con i limiti imposti dalla nostra stessa natura. 
Il problema è drammaticamente emerso in casa nostra col triste caso di Alex Schwazer, eroe negativo di questa Londra 2012. Alex è chiaramente un debole tritato nel meccanismo malato della competizione a tutti i costi, che nulla a che fare con lo sport e molto con gli sponsor. È il rovescio della medaglia di uno sport sano, che eleva ed arricchisce l’uomo, incarnato dalla nostra Josefa Idem, splendida ultra quarantenne capace di gareggiare con chi aveva più di venticinque anni in meno.
Non possiamo far finta che il problema non esista, se un dio dello sport come Phelps, osannato e strapagato, si congeda per sempre dalle competizioni  con un: <<È ora di cominciare a vivere>>.

 

p.s.

Mi affascina la logica parallela dei sostenitori accaniti di Grillo: perché la Idem non dovrebbe intervenire e dire ciò che vuole solo perché esponente del PD? Questo è isterismo alla Forza Italia. La Idem può dire ciò che vuole, e ben venga sia impegnata in politica. Vuol dire che è un essere umano, non una macchina come le cinesi. E poi Grillo ed i suoi non propugnano una politica fatta da gene che sa bene ciò su cui dovrebbe amministrare? Mistero della fede.

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