BerlusCRACK

 

Arrivano i verdetti del primo turno!

I grandi sconfitti di queste elezioni sono due, a mio avviso: Berlusconi ed il PD.

Il primo ha tentato in tutti i modi di trasformare la contesa elettorale amministrativa in un referendum su di sé, perdendolo in maniera netta e clamorosa. Le preferenze per l’illegittimo capo-lista sono crollate, e l’inconsistente quanto diffamatoria Moratti ha rischiato finanche di non arrivare al ballottaggio. È uscita sconfitta pure la tattica berlusconiana, -la stessa da quasi venti anni a questa parte-, con la sua macchina del fango, l’imposizione sistematica della rissa per coprire le manchevolezze di un’amministrazione inconsistente ed evitare il confronto sui veri problemi della città. Siamo anche -finalmente, si spera- all’assuefazione della platea berlusconiana, che già aveva bisogno di dosi sempre maggiori di violenza verbale e di populismo per esaltarsi. Il capo non riesce più a sovrapporre -se non sostituire- i problemi suoi e della sua maggioranza con quelli reali dei cittadini, alle prese con una situazione economica sempre più pesante. Il solo richiamo dei comunisti non basta, e per fortuna non c’è un Bertinotti di turno a dargli una mano con qualche improvvida uscita sulle tasse. Se questo risultato dovesse essere confermato anche al ballottaggio, Bossi non potrà fare altro che staccare la spina. Per quanto riguarda Berlusconi sono sicuro che non ammetterà mai la sconfitta: ormai siamo da tempo nel campo della psichiatria.

L’altro grande sconfitto di queste elezioni è il PD. Nelle varie trasmissioni di approfondimento gli esponenti di partito erano gongolanti. Di cosa gongolassero non è dato sapere, visto che -i fatti parlano da soli- , l’anatema di Moretti rimane cogente più che mai. Il PD riesce a vincere solo se è il PDL ad inciampare. Le vittorie sono di contrasto, non brillano mai di luce propria. A Milano è in testa un candidato di SEL, osteggiato dai vertici del partito. Le primarie funzionano, ma lassù al vertice non vogliono capirlo, o non possono: la poltrona è troppo comoda. Si è detto che la vittoria è stata nel sostenere Pisapia in maniera compatta: ma questa è la normalità delle cose! E cosa dire di Napoli? Morcone -a proposito: ma chi è?- affonda. De Magistris, solo ed isolato, ha tenuto testa ad un onnipresente Lettieri -tra poco ci ritrovavamo la sua faccia persino sul maschio angioino- con i suoi spot su youtube. Forte di un sostegno trasversale, su cui hanno evidentemente confluito molti sostenitori del movimento 5 stelle, stanchi di un evanescente -ed ormai professionista della poltica- Fico. Sono sicuro che De Magistris ha come capitale spendibile l’aver messo in galera la moglie di Mastella, facendo finire la carriera politica -almeno si spera- dei due consorti di Ceppaloni. Non è poco, nell’immaginario collettivo, essere il David che ha ucciso un Golia -provinciale e cafonotto, ma sempre gigante e potente-, il classico politico sempiterno. Affonda un PD napoletano incapace non solo di annusare il vento, ma di una qualsiasi reazione anche nei confronti di un Berlusconi governativo che -chi l’avrebbe mai immaginato!- ha giocato sporco in questa campagna elettorale napoletana con i suoi spot sull’immondizia.

Voglio sperare che – a Milano come a Napoli- queste vittorie in nuce siano anche il segno di un’analisi politica, di un pensare prima di agire del corpo elettorale. Che si sia votata la persona e la sua storia, che le facce pulite di tanti candidati giovani abbiano ispirato fiducia. Come dimenticare Torino? L’emblema di un PD alla frutta è proprio questa vittoria al primo turno. Invece di pensare a Bologna, dove pure il movimento 5 stelle rosicchia consensi, ci si gloria per l’affermazione di mr «ramo secco» Fassino. Contenti loro…

I vincitori, comunque vada, sono tre: Pisapia, De Magistris ed il terzo polo. Già si frega le mani Casini -la sua prima dichiarazione è stata un attacco a De Magistris!-, in solluchero per il suo ruolo di potenziale ago della bilancia -almeno questa è la sua Craxiana idea-. Rabbividisco al solo pensiero: in un paese civile e convintamente bipolare i due partiti maggiori -come gli elettori, del resto- punirebbero subito questo atteggiamento. Speriamo bene, ma ho i miei dubbi… Sarebbe un’occasione sprecata -ad esempio- per Napoli: una giunta De Magistris “infettata” dai messi del terzo polo sarebbe costretta all’immobilismo. Un Berlusconi con Casini sarebbe più forte e forse riaggiusterebbe un po’ le cose per il PDL. La speranza è che gli elettori reagiscano a quest’ennesimo inciucio votando ancora più convintamente per chi dimostra di essere una ventata d’aria fresca.

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