Il cardinale Sepe e la beneficenza ostentata

Il cardinale Sepe si è spogliato della sua croce e del suo anello cardinalizio, per darlo in beneficenza.
Da ex chierichetto ricordo un passo del Vangelo in cui si ammoniva dal fare offerte facendo tintinnare artatamente la moneta, così come il pregare ostentatamente.
Alberto Sordi morì con la fama di essere un gran tirchio egoista, portandosi nella tomba il segreto di continue e generosissime elargizioni ai bisognosi. Un cardinale non dovrebbe fuggire l’ostentazione farisaica della beneficenza?
E ancora, se dono qualcosa a qualcun altro, non mi ritengo in diritto di dire ciò che si dovrebbe fare con quei beni/soldi: sarà chi li riceve a farne ciò che meglio crede. Nel caso di Sepe  questi averi rimarranno per così dire "in famiglia", visto che -come lui stesso ha rivelato-, saranno devoluti alla "Casa di Tonia".
Sia ben chiaro, donare è sempre un bel gesto. Sono convinto tuttavia che la curia possa fare ben altro, a cominciare dai fitti e dalle stesse strutture che potrebbe mettere a disposizione (visto le tantissime proprietà in loro possesso).
Non convince a mio modo di vedere nemmeno la presa di distanza dalla classe dirigente tutta: non è stato mai negato l’aspersorio e l’acqua benedetta per chi lasciava alla chiesa il suo ambito di potere.

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