Al sig. Anselmi

Il bello del web 2.0 è che si può tentare di interagire con le persone in maniera diretta: io provo a farlo con Nicolò Anselmi. Ho scritto un commento ad un post dove in calce c’è pure la sua mail, e per sicurezza scrivo anche qui.

Giudicare qualcosa in funzione di un’idealizzazione è una cosa, viverla è un’altra: ciò vale sia per il film -che a quanto arguisco lei non ha visto-, sia per il sesso, l’amore ed il rapporto di coppia. Nessuno si sogna di negare il diritto di parola e di giudizio: del resto ci sarà pure qualcosa che distingue i laici ed i cattolici.
Se le è preclusa l’esperienza del sesso è per una sua scelta, e della sua consacrazione poco importa agli altri, o quantomeno a me. Non usi una sua scelta personale come un argomento.
Mi chiedo perché tanti di quelli che come lei dicono di credere nell’amore tanto da farne primo motore immobile e principio di tutte le cose, riescano con tanta facilità ad accostarlo con la "dipendenza e la violenza". Il sesso non ha nulla a che fare con la dipendenza, pochissimo con la violenza, ma è quasi sempre uno scambio di amore tra due persone.

Il protagonista elabora alla sua maniera il lutto, sfida ed affronta il dolore, primo tra tutti quello di non aver forse mai amato sua moglie, di non avere mai pensato alla propria vita ed alle cose realmente importanti. Il sesso con la Ferrari è solo un "riprendere" in mano la vita, re-innamorarsene.
Guardi quel film, è pieno di umanità e di tanti piccoli gesti di pietas. Riesce a toccare il cuore perché tutti percepiamo la solitudine (che è la solitudine di tutti noi) di un uomo che affronta la propria tragedia. In quei giardinetti si incrociano tante vite, tante solitudini e tanto disperato bisogno di comunicare, di creare legami sociali forti, veri. Il sesso, signor anselmi è la parte meno importante del film.

p.s. Ah, sig. Anselmi, un’ultima cosa. Il predicozzo su Dio e mammona lo vada a fare al meeting di comunione e liberazione, davanti ad uno stand di qualche banca.

Annunci

One thought on “Al sig. Anselmi

  1. anonimo ha detto:

    La comunicazione con il web 2.0 sarà anche una gran cosa, ma rimane fiato sprecato con persone che non si mettono in discussione; persone che oltretutto citano continuamente fuori contesto (film, parti di testi sacri, particolari di fatti di cronaca), ma se qualcuno fa lo stesso viene subito additato come manipolatore o come qualcuno che “non ha colto il significato”.
    Risibile l’ipocrisia alla fine del post di Don Anselmi, dove come al solito sembra che alla Chiesa e ai suoi uomini del denaro non importi nulla.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: