Fwd: Vincenzo Indolfi

Dal blog di Piero Ricca

Il 13 novembre scorso la polizia di Milano mi ha sequestrato Ikarus II, uno dei miei tre megafoni. La procedura prevede una richiesta scritta di dissequestro. Non l’ho ancora inoltrata, per non ridurre la faccenda a pratica burocratica. La questione è più seria e riguarda la libertà di espressione di ciascuno di noi. Ho deciso di scrivere una mail al Questore di Milano, dottor Vincenzo Indolfi, per chiedergli di provvedere personalmente alla riconsegna del megafono. Il testo, riformulato in terza persona, è il seguente. Vi chiedo, se ne condividete le ragioni, di sottoscriverlo (in questa o altra forma) e inoltrarlo anche voi a questo indirizzo: urp.mi@poliziadistato.it. Magari mandatelo in copia anche a piero@pieroricca.org. Se volete scrivere un telegramma o una lettera, l’indirizzo postale è: Questore di Milano, via Fatebenefratelli 11, 20121 Milano. Se volete telefonare, il numero del centralino è: 02-62261. Ditelo ai vostri amici. Più ne arrivano, meglio è. Devono sapere che non sono solo.

Lettera al Questore

Illustrissimo Signor Questore di Milano

il 13 novembre 2007, in piazza della Scala, in occasione dei festeggiamenti per il centenario della casa editrice Mondadori, con sei amici del gruppo Qui Milano Libera il signor Piero Ricca faceva informazione sul reato di corruzione giudiziaria che ha permesso al signor Berlusconi di mettere le mani sulla Mondadori. Per questa colpa Piero Ricca e i suoi amici hanno passato quasi quattro ore al commissariato di piazza San Sepolcro. Alla fine ne sono usciti con un verbale di denuncia per “manifestazione non autorizzata” e di sequestro di “corpi di reato”. Tra questi, un megafono. E’ il medesimo megafono, com’era ben noto al suo predecessore dottor Paolo Scarpis, usato dal signor Ricca negli ultimi anni in innumerevoli occasioni per esercitare la propria libertà di critica a difesa di ragioni di semplice buon senso.
In quel megafono c’è anche la mia libertà di espressione. Le chiedo pertanto, illustrissimo Signor Questore di Milano, di provvedere con cortese sollecitudine a riconsegnarlo al legittimo proprietario, come atto di rispetto verso quei cittadini che si mettono in gioco in prima persona per motivazioni ideali riconducibili alla questione morale e al principio di uguaglianza davanti alla legge. Le chiedo inoltre di valutare con attenzione le forme e i limiti degli interventi di polizia nei confronti di semplici cittadini che non fanno altro che esercitare in modo responsabile e senza inibizioni la propria libertà di dissenso. Un bene, questo, che mi sembra financo più degno di tutela dell’incolumità psicologica del potente di turno.

Un cordiale saluto,

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