Un tale diceva che il pensiero è come un coltello ben affilato: ottimo per tagliare una fetta di pane e spalmarci sopra del burro, ma anche per tagliarsi la gola.
La comunicazione è in un certo senso l’epifenomeno del pensiero, è il verbo che si fa carne, sotto forma di  simboli di suono o visivi.
La tragedia avviene proprio nell’incarnazione nel logos, nella parola, nella traduzione di un pensiero, di uno stato d’animo, di una pulsione o di un sentimento. Quasi mai i simboli, le parole -seppur convenzionali- combaciano tra due persone come due tasselli di una tessera hospitalitatis.

Il lanciatore di coltelli in loop….

 

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